| L'arte nelle Marche n. 1/1975 |
| LA PITTURA DI DAVID GIOVANNINI... |
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Non ci smentiamo! La moltiplicazione degli artisti è in atto. Lo
abbiamo già scritto e lo confermiamo. Ma ci sia consentito di
chiamarli pittori o scultori. La parola "artista" è troppo
impegnativa, completa soltanto chi è giunto nelle vicinanze del
traguardo che si raggiunge "sfoderando" qualità, attitudini,
sicurezza, personalità, capacità, e le altre doti che l'arte
richiede. Anche Visso ha il suo buon pittore. Ha esposto a Macerata con notevole successo, nella Galleria del Gruppo 20 - Scipione. David Giovannini ha trovato a Macerata il grande critico d'arte che da tempo cercava: "il pubblico", intenditore, spontaneo come le sue opere così ricche di colore, di poesia... montana, campestre o marina. Specialmente nel piccolo formato, Giovannini, testimonia il suo sentimento così ricco di calore umano, di freschezza evidente, di un realismo che si fa seriamente ammirare. Non è difficile scoprire l'autodidatta. All'Accademia di Belle Arti di Macerata ha partecipato, nel 1973, ad un corso di nudo. E' tutta qui la sua scuola. Ha partecipato a molte mostre collettive a... gare dove gli apprezzamenti sono stati molto buoni e la critica gli è stata favorevole. Ora studia ,osservando il grande libro quello che offre la natura sotto i più disparati aspetti. Il "realismo" di Giovannini è ricco di sincerità. La tematica così grande di motivi, in parte seriamente svolti, in parte indecisi e lasciati in "visione" al pubblico come se chiamato a svilupparli maggiormente con l'attenta osservazione. Anche nei disegni "acquerellati" sembra voglia darti soltanto una traccia grafica, realizzata velocemente, per invitarti ad una maggiore considerazione sull'oggetto, sulla cosa, sul paesaggio, sul monumento, sui fiori o altro. Il tema così svolto, come si può notare nelle foto pubblicate, potrà apparire sorprendente a distanza ma non avrà mai il fascino di entusiasmare come quei "paesaggetti" costruiti con la sua ben "dosata tavolozza" ricca di colori che suscitano sentimenti così buoni, così meravigliosi. Diversi lavori esaminati tanto attentamente, ci hanno ricordato la poesia leopardiana..."Il Risorgimento" che il poeta recanatese scrisse proprio nel mese di aprile 1828 mentre si trovava si Pisa "Se al ciel, s'ai verdi margini, Ovunque il guardo mira, Tutto un dolor mi spira, Tutto un piacer mi dà. Meco ritorna a vivere La piaggia, il,bosco, il monte; Parla al mio core il fonte, Meco favella il mar". Non suscitano cose così egregie i nostri monti, i boschi, i ruscelli, "il fonte" ed "il mar" che parlano al cuore del viandante? Giovannini studia e lavora, nella simpatica frazione Aschio di Visso, ad oltre ottocento metri di altitudine sul mare. Le sue riflessioni abbinate alla non comune volontà su quanto di bello lo circonda, lo formano seriamente e lo portano a darci molti lavori atti a qualificarlo sempre maggiormente. N. B. |