| Presentazione del Catalogo dell'Opera grafica di David Giovannini . 2008. |
|
Il genere dell'acquaforte offre straordinarie
possibilità formali, solo però se si riescono a compenetrare in
unico processo creativo i vari momenti del disegno sulla vernice,
della morsura, dell’inchiostratura e stampa della prova. La libertà
che il tratto a punta non costretto ai lati da una materia dura,
concede all’artista nella ideazione dell’immagine, deve avere esito
felice nell’attento controllo dei tempi di morsura e nell’equilibrio
selettivo dei segni, più sottili e vibranti, più larghi e slabbrati
e morbidi. L’inchiostratura e pressa conferiscono il carattere
“unico” a ogni prova, se questa ultima fase conserva la tipicità
autenticamente artigianale di tutta l’operazione artistica; le
velature finali, tese a legare insieme la trama dei segni, devono
solo suggerire un piacevole effetto atmosferico, senza alterare la
sostanza del disegno. Giovannini si muove a suo agio nei termini di una tecnica come questa, rigorosa ma aperta all’invenzione personale, esaltando quella sua sensibilità pittorica fatta più di luce e di mobile tratto che di colore; la pratica del fare, la pazienza tenace, l’amore per i materiali e la solitudine operosa conducono l’artista a condensare per gradi l’aspetto subliminare del mondo: dove le cose, colte nella fragranza del loro apparire, riemergono alla coscienza del soggetto con la sorpresa e l’incanto della scoperta, e in una condizione di distacco temporale. Quasi a critico nei confronti dell’esistenza ci appare l’atteggiamento di recupero de desueto da parte di Giovannini, inteso a collocare in una profondità di macchie giustappunte di valori luminosi diversi più l’essenza formale dell’oggetto che la sua identità concreta. Aree prospettive e interni domestici si ricompongono in uno spazio costruito per effetti di controluce e trasparenze, variato da morsure attente e controllate che esaltano la qualità eminentemente pittorica e non soltanto chiaroscurale dell’acquaforte. Un affetto lieve scorre sulla polvere del quotidiano, sugli spini delle piante grasse alla finestra, sui fiori appassiti nella brocca e sui muri screpolati, un affetto morbido come il lume suscitato dai graffi della punta e dai segni dei solchi dell’acido filtrati attraverso la velatura del fondo della carta india. La tecnica raffinata e la nobile manualità danno il senso compiuto dell’arte di Giovannini, che può a pieno diritto inserirsi nella migliore tradizione dell’acquaforte; con in più il dono prezioso del sentimento vibrante dell’esistenza, che proprio attraverso le variazioni e i trapassi del genere si fa poesia e serena contemplazione. Gustavo Cuccini |