David Giovannini. Ricordi di un artista.
"Nuovo Chienti e Potenza"
17 gennaio 2007
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David Giovannini ha cominciato ha
dipingere sin da bambino. Alle scuole elementari la maestra,
accortasi di questa sua attitudine, lo faceva disegnare per chi
non riusciva ad esprimersi bene graficamente.
I suoi genitori, piccoli proprietari terrieri di Pieve Torina, d'accordo con lo zio don Giacinto, decisero di mandarlo a Norcia a studiare presso un collegio religioso.Ma lui non faceva che disegnare,non s'interessava d'altro. Le sue aspirazioni erano completamente rivolte all'arte. Voleva frequentare una vera scuola di pittura; i suoi sostenevano che non avevano i mezzi, ma in realtà la Scuola d'Arte di Macerata non era di loro gradimento. Uscito dal collegio di Norcia, ha cercato di rendersi indipendente economicamente, dipingendo e facendo mostre da dilettante, alternandole a lavori nel settore assicurativo e commerciale. Il
suo sogno era potersi dedicare a tempo pieno alla pittura.Dal 1965 in poi c'è riuscito, iscrivendosi con-temporaneamente all'Accademia delle Belle Arti di Macerata. Allora docente della cattedra di pittura era il prof. Remo Brindisi, importante pittore anche a livello internazionale. Il prof. Armando Ginesi era il suo insegnante di Storia dell'Arte. In quel periodo gli iscritti dell'Accademia frequentavano pochissimo, mentre lui era assiduo e lavorava sodo. Ricorda che si creavano delle amicizie di cinque - sette studenti che perdevano tempo, in discussioni faziose ed inutili, tralasciando l'apprendimento delle arti. Molti non erano effettivamente convinti della validità del corso di studi, cercavano solo di conseguire il diploma. Invece lui dipingeva comunque e dovunque ed apprendeva con gran passione. In questo periodo si è trovato al centro dell'attenzione come un bersaglio sentendosi a disagio. Il prof. Brindisi, nel corso di alcune lezioni, disse: "Guardate Giovannini che una volta salita una vetta, scende per risalirne un'altra!". Dopo di ciò, i colleghi del corso accademico si divisero in due gruppi: alcuni cercarono di emularlo, gli altri, invidiosi, si allontanarono ancora di più. Aver superato brillantemente i corsi fu una grande rivincita personale perché aveva dipinto, studiato ed era riuscito anche ad emanciparsi economicamente. Il prof. Brindisi gli offrì di restare ad insegnare nell'Accademia, ma lui rifiutò nettamente rispondendo: "Voglio fare solo il pittore". Il docente gli rispose: "Ricordati che vivrai un'avventura!". David Giovannini oggi sostiene con soddisfazione ed un pizzico d'orgoglio che lui c'è riuscito, ma altri no. Nel 1997 ebbe problemi di salute al braccio destro (gomito del tennista), rischiando di non poter più dipingere. Strinse i denti e continuò con un tutore. Nei periodi di scoraggiamento la moglie Anna Maria gli ha fornito un buon supporto psicologico. Senza una grandissima forza d'animo anche gli artisti mollano! I grandi artisti che ammira di più sono i fiamminghi (Velàzquez, Rembrandt e Goya), i maestri dell'800 e quelli della scuola francese (Manet, Monet e Renoir). L'artista ora non disdegna l'arte moderna e d'avanguardia (Hantung, Matieu e Vedova), dipinge guardando al passato, ma rivolto alle estreme avanguardie: una pittura figurativa moderna condensata dall'esperienza. Durante la sua lunga carriera, il versatile artista ha attraversato vari periodi, esprimendosi in maniere diverse. La sua cromia attuale, se paragonata a quella del 1984, ci appare molto diversa, più evoluta. L'aria e il panorama dei monti Sibillini a Visso, dove Giovannini lavora, giovano sicuramente alla sua ispi¬razione. Splendidi i suoi ultimi paesaggi lacustri, fluviali e innevati del maceratese e umbri, dai quali traspare la sua piena maturità artistica. Sembra che gli alberi in fiore (quasi tutti Cercis siliquastrum) vogliano saltar fuori dalle tele e materializzarsi per ricordarci la bellezza di un mondo che va inesorabilmente cambiando. Ricche di dettagli e di chiaroscuri, le sue ambiziose acqueforti esprimono il meglio del suo talento. Lodevole anche il suo desiderio di immortalare le tradizioni della civiltà contadina e pastorale. Giovannini ha partecipato a numerosissime mostre ed ha conseguito premi a varie extempore, le sue opere si trovano in vari musei. L'acquaforte "Vecchi ricordi nostalgici", dopo essere stata esposta a Cracovia (Polonia), è stata acquistata dal museo Giambattista Salvi di Sassoferrato. Il quadro, raffigurante dei bambini che assistono atterriti ad una fucilazione (sullo sfondo laluna che tramonta ed il sole che sorge), si trova al museo della Resistenza di Caldarola. Nella
primavera dell'anno 2002 ha partecipato con l'acquaforte "La
civiltà rurale e moderna" nella cartiera papale di Ascoli Piceno
ad una mostra itinerante Ascoli Piceno - Zaragoza con artisti
del XV - XX secolo. Della stessa è stato stampato un prezioso
catalogo.Parallelamente alla pittura si è dedicato con successo alle tecniche grafiche come acquaforte, litografia su pietra e tecniche murarie come l'affresco con il relativo strappo. Ultimamente il Comune di Belforte del Chienti gli ha commissionato un'acquaforte del polittico del pittore camerte Boccati (1468), restaurato di recente. L'acquaforte, realizzata su zinco della misura di mm 390 x 250, tirata in 99 esemplari e raccolta in una cartella, è stata presentata sabato 16 dicembre 2006 nella chiesa di S. Eustachio alla presenza delle autorità. Eno Santecchia Le Opere di David
Giovannini Lo abbiamo lasciato lo scorso gennaio, ora
vediamo la sua ultima attività artistica. Per il quarto anno
consecutivo si è tenuta a Orlando (Florida) da fine luglio agli
inizi di ottobre una sua personale itinerante con ventinove
dipinti formati 50 x 60 e 60 x 80. Temi preferiti: i paesaggi
italiani e figure, tutti molto graditi agli Italiani lì
residenti.
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