David Giovannini

Profilo di Artista

Arturo Bovi


Anno IX n. 1 -1^ semestre 1979
 

La pittura di Giovannini tra favola e realtà.
A Jesi nella redazione d'«Arte Nuova Oggi» diretta da Armando Ginesi ho visto un'interessante mostra di dipinti di David Giovannini, un giovane artista nato a Pievetorina nel '41 e che ha già al suo attivo quaranta personali e la partecipazione a notevoli collettive.L'avevo già conosciuto allievo dell'ultimo anno dell'Accademia di Belle Arti con Remo Brindisi e la critica ha avuto per lui non solo incoraggiamento per il suo lavoro, ma riconoscimento per le sue personali doti di pittore alle più recenti mostre nell'atrio della Biblioteca di Visso o nella Galleria di San Benedetto del Tronto. E alla Galleria del Circolo marchigiano di Roma.
Con Ginesi si è giustamente parlato di un artista che nel dipingere paesaggi, figure, nature morte, trascende ogni gratuità emotiva, e rivela una maturità e compostezza nelle immagini che egli evoca trasponendole dal piano della composizione all'occhio dell'osservatore con modulata e lirica vibrazione. In una sospensione tra favola e realtà che un sottile e poetico sentimento e una simpatia di sempre antiche e nuove generazioni dall'opera si comunica al fruitore.
I suoi personaggi sono i girovaghi, gli anziani, gli emarginati, i poveri. Uomini di ieri e di oggi, i più vicini alla natura, ai loro paesi, alla loro campagna, al loro mare. E spesso a una semplicità di cuore che, oggi, tanto ci invita a meditare di fronte agli aspetti di un mondo al limite della menzogna più beffarda e crudele.
Tutto raccolto, per sua natura, a una intima essenza del colore tonale, puntualizzato da timbri sottili di chiarità luminose, David Giovannini all'immagine di un mondo esasperato, caotico, dispersivo, propone un rapporto di affettuosa comprensione che è suggerito non solo dall'immagine. ma dall'intimo accordo dei suoi impasti materici. Alla radice il suo mondo è vicino a quello di Lorenzo Viani che da «I derelitti" del 1908 giunse a quell'approfondimento de «La Ruche» del 1923-'24 alla quale particolarmente si avvicina, con un suo personale linguaggio evocativo e di valore intimista, David Giovannini, con intensità nuove e varie dell'immagine e della cromia nel segno espressivo e segretamente vitale della sua composizione.
Arturo Bovi